Il Progetto Kairos è un progetto del Comune di Roma affidato alla coop Aelle Il Punto ed è parte del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) gestito su tutto il territorio nazionale dall’ANCI.

Il progetto è destinato a sei persone titolari di protezione internazionale con disagio mentale ed è uno dei dieci progetti analoghi attivati nel corso del 2011 con bando nazionale del Ministero degli Interni.

 

Si configura come servizio residenziale protetto nelle 24 ore per 365 giorni l’anno. La presa in carico degli ospiti avviene esclusivamente su segnalazione del Servizio Centrale dell’ANCI e dopo la valutazione dei responsabili dell’èquipe.

 

Il Progetto ha una forte valenza terapeutico-riabilitativa mirata a favorire il miglioramento del quadro psico-patologico di ciascun ospite attraverso il processo del “prendersi cura” a partire dalla quotidianità e si articola su più livelli d’intervento che comprendono il sostegno al recupero del senso di Sé e di una identità coesa e stabile, la valorizzazione delle competenze individuali, l’acquisizione ed il riconoscimento dei ruoli e delle funzioni sociali tramite l’inserimento graduale in percorsi protetti e strettamente personalizzati di socializzazione, di formazione e di lavoro. Per il buon esito dei percorsi evolutivi è previsto il collegamento e la collaborazione costante e coordinata del Progetto Kairos con tutti i servizi della rete cittadina che, a vario titolo, si occupano del sostegno e della cura di titolari di protezione internazionale ad alta vulnerabilità psico-sociale.

 

La gestione del progetto è affidata ad un’èquipe multidisciplinare, pluriculturale e plurilingue condotta dal Responsabile del Progetto e dal Coordinatore di unità. Gli operatori sono organizzati in turni giornalieri e notturni e ciascuno deve occuparsi di tutti i livelli d’intervento previsti dal progetto e richiesti dal Responsabile: dalla cura della residenza, affiancando e sostenendo gli ospiti nelle attività domestiche, al monitoraggio costante dell’andamento dei progetti personalizzati, dalla costruzione graduale di relazioni significative con i singoli ospiti all’accompagnamento quando necessario presso i servizi di rete, dall’organizzazione di uscite collettive al sostegno attivo degli ospiti nei momenti di maggior sofferenza e difficoltà. La relazione operatore-ospite è una delle chiavi del lavoro terapeutico e presuppone un buon grado di preparazione e la disponibilità a mettere in gioco le proprie esperienze e competenze nel lavoro quotidiano e nel confronto con tutta l’èquipe.

 

Strumento fondamentale di lavoro è la riunione d’èquipe settimanale cui tutti gli operatori sono tenuti a partecipare. Nella riunione settimanale vengono discussi i casi, viene monitorato l’andamento generale della casa ed espresse valutazioni collettive sugli aspetti terapeutici e riabilitativi relativi al gruppo degli ospiti. In quella sede si condividono le riflessioni e si definiscono le strategie di intervento nella residenza. Tutti gli operatori sono poi vincolati a rispettare durante i loro turni di lavoro ciò che è stato stabilito. Eventuali difficoltà nell’espletare le proprie funzioni vanno comunicate al Responsabile che avrà cura di valutare con l’operatore stesso il grado di compatibilità con la complessità del progetto.

  

 

Approfondimenti:

QUI FA BENE: numero monografico dedicato ai bisogni di cura dei rifugiati vittime di violenze, torture ed esperienze traumatiche.

L'ALTRO SOCIALE - Il progetto Kairos per rifugiati politici con disagio mentale di Fidalma Filippelli

 

 

 

 

 
Aelleilpunto.it - Tutti i diritti riservati - Servizi Web Marketing